PRODIGIOSA NUTRACEUTICA

INFERTILITA’ MASCHILE

INFERTILITA’ MASCHILE

Comunemente si definisce sterilità la situazione di una coppia in cui uno o entrambi i membri sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile il concepimento. Questo si verifica in caso di azoospermia, di menopausa precoce o di assenza di utero congenita.

Si parla, invece, di infertilità quando una coppia, per cause relative all’uomo o alla donna, non riesce ad ottenere una gravidanza dopo un anno di rapporti costanti e non protetti. Il termine infertilità, quindi, al contrario di sterilità, non si riferisce ad una condizione assoluta, bensì ad una situazione generalmente risolvibile e legata ad uno o più fattori interferenti.

La differenza tra i due termini spesso viene elusa anche in ambito formale: si utilizzano come sinonimi due termini che tali non sono..

Con il termine di sterilità primaria ci si riferisce a persone che non sono mai state in grado di concepire, mentre la sterilità secondaria è l’impossibilità di concepire un secondo figlio dopo aver già concepito e/o portato a termine una normale gravidanza.

Oltre a varie condizioni mediche (e.s. ormonali), essa potrebbe essere l’effetto dello stress avvertito nel fornire un fratello al primo figlio. Tecnicamente, non si parla di sterilità secondaria se uno dei partner è cambiato.

Da fonti di letteratura scientifica si stima che la sterilità colpisca circa 6,1 milioni di persone negli Stati Uniti, ossia il 10% della popolazione in età fertile. La sterilità femminile conta per un terzo dei casi, quella maschile per un altro terzo, la sterilità di coppia (sterilità combinata) per il 15% e il resto rimane “inspiegato”.

In Italia, da fonti della letteratura scientifica, si riscontrano i seguenti fattori causali di infertilità:

Fattore maschile 25,5%

Infertilità endocrina ovulatoria 16,9%

Endometriosi 6,0%

Fattore sia maschile che femminile 17,3%

Infertilità inspiegata 29,1%

Altro 5,3%

Possibili cause di infertilità maschile, o impotentia generandi (in latino “incapacità di generare”), sono:

Cause pre-testicolari

Problemi endocrini, es. diabete mellito, sindrome di Cushing
Disordini della tiroide
Disordini ipotalamici
Iperprolattinemia
Ipopituitarismo
Ipogonadismo
Criptorchidismo
Cause psicologiche
Intossicazioni da droghe, alcool, sostanze chimiche, uso di alcuni farmaci (antidepressivi SSRI, neurolettici…)
Avitaminosi (in particolare la carenza di acido folico)
Irradiazione con raggi x o gamma
Fonti di calore che elevino la temperatura testicolare in modo costante e continuativo

Cause testicolari

Cause genetiche Neoplasie, (seminoma)
Insuccesso idiopatico
Varicocele
Trauma fisico
Idrocele
Esiti di Parotite epidemica

Cause post-testicolari e peniene

Ostruzione del Dotto deferente
Infezione, es. prostatite
Eiaculazione retrograda
Ipospadia
Impotentia coeundi
Disfunzioni o malformazioni del pene

L’esame principale da eseguire in caso di sospetta sterilità maschile è lo spermiogramma. Questa analisi include il conteggio degli spermatozoi e la misura della loro motilità al microscopio:

La produzione di pochi spermatozoi è detta oligospermia, l’assenza di spermatozoi azoospermia.

Una produzione quantitativamente sufficiente ma con scarsa motilità è detta astenozoospermia.

L’impotentia generandi è l’impossibilità di procreare.

Va distinta dall’impotentia coeundi che definisce l’impossibilità di portare a compimento il coito. In sostanza, l’impotentia generandi è la situazione in cui si trovano gli uomini che, pur in grado di avere un normale rapporto sessuale, sono sterili. Al contrario, un uomo affetto da impotentia coeundi può non essere affetto da impotentia generandi, e potrebbe essere in grado di generare attraverso tecniche di fecondazione assistita.

La riduzione di feritlità maschile è anche correlabile a fattori nutrizionali. Uno studio del 2012 evidenzia per la prima volta una potenziale significativa correlazione (35% ca) fra sub-fertilità maschile (numero e concentrazione degli spermatozoi), con l’assunzione di acidi grassi saturi (inversa), e omega-3 polinsaturi (diretta).

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